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Vitiligine
23/10/2017

La vitiligine, un disordine della pigmentazione acquisito e spesso progressivo, è nota sin dai tempi prebiblici. L'origine del termine non è chiara: probabilmente deriva dal termine vitius, "difetto". La vitiligine rappresenta il tipico esempio di patologia verso la quale paziente e medico mostrano una certa discrepanza di interesse. Infatti, dai medici essa è spesso erroneamente considerata come affezione non importante, non seria, e viene etichettata come "semplice disturbo estetico". A parte il frequente e serio carattere di malattia sistemica, la vitiligine influisce comunque negativamente sulla vita sociale del paziente, che causa della malattia è imbarazzato, ansioso e depresso. Si consideri peraltro che il 50% dei soggetti colpiti in età adolescenziale o ha meno di 20 anni, e cioè in età formativa della personalità e che la frequente localizzazione al seno ed ai genitali rappresenta un serio handicap nel periodo dei primi approcci sessuali.



La vitiligine è una affezione abbastanza comune in tutte le razze: colpisce infatti l'1% della popolazione mondiale. L'incidenza sembrerebbe più alta nei soggetti con pelle nera (con ovvii maggiori problemi sociali) e nelle donne, anche se mancano dati sicuri al riguardo. La vitiligine è un'affezione a progressione graduale. Nel 10-20% dei pazienti si può avere ripigmentazione spontanea, più frequente nelle zone fotoesposte e nei soggetti più giovani. La ripigmentazione è legata soprattutto alla migrazione dei melanociti dei follicoli piliferi. Ciò spiega gli scarsi risultati che si ottengono con i vari trattamenti nelle sedi prive di peli (polsi, piante, palmi, punta delle dita) o con soli peli bianchi. I melanociti si dividono molto lentamente e pertanto la ripigmentazione è piuttosto lenta.



La vitiligine è una malattia caratterizzata dalla formazione di chiazze bianche in particolar modo al volto, ai genitali e alle mani anche se può coinvolgere tutto l'ambito cutaneo. L'origine di questo disturbo è probabilmente imputabile ad un difetto genetico coinvolgente anche il sistema immunitario (come dimostrato dall'associazione di disturbi autoimmuni coinvolgenti altri organi) sul quale possono interagire numerose concause esterne più o meno conosciute (quali stress psicofisico, traumi fisici, ustioni, terapie farmacologiche, malattie virali etc.) che modulano in senso positivo o negativo l'andamento della dermatosi. La malattia infatti è il risultato di una azione patogena non ben identificata sui melanociti, le cellule responsabili della colorazione della cute, che ne determina la scomparsa e la formazione di una zona priva di pigmento melaninico che quindi appare bianca. Una delle risposte terapiche alla vitiligine è la fototerapia con raggi ultravioletti.