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Competenza, tecnologia e psicologia nel futuro della dermatologia
26/07/2018

Competenza, tecnologia e psicologia nel futuro della dermatologia e medicina estetica



“Come le nuove tecnologie hanno rivoluzionato l’ambito della dermatologia estetica (non solo la diagnostica) ed aperto a nuove frontiere nei trattamenti per il ringiovanimento di viso e corpo?”



Le posso dire, parla il dott. Luigi Coricciati, che oggi lo scenario è completamente mutato: fino a poco tempo fa era il medico che - dopo un’attenta valutazione - proponeva soluzioni e trattamenti; oggi grazie alla facilità di accesso alle informazioni offerte dalla rete e dalle piattaforme digitali, i pazienti arrivano con proposte e soluzioni già strutturate, non sempre adeguate e corrette.

Chi indossa un camice ha tuttavia appreso che primariamente deve essere fatta una DIAGNOSI, e che questa deve essere la più corretta e precisa possibile. Ecco perché oggi l’innovazione tecnologica ha ampliato e potenziato la possibilità del professionista di fare una diagnosi il più accurata e scrupolosa possibile. Mi basta citare – prosegue il dott. Luigi Coricciati - qualche esempio per spiegare cosa intendo: tecnologie per l'analisi estetica e medica della pelle significativamente avanzate, oppure l’analisi cutanea 3D  è un innovativo dispositivo di analisi per la cute, basato su un avanzato metodo di analisi ottica che consente l'analisi della cute in 2 e 3 dimensioni e l'analisi multispettro della pigmentazione di epidermide e derma, oppure pensi ai progressi fatto grazie alla  videodermatoscopia, nella  mappatura dei nei, ed all’importanza di tutti gli screening dermatologici  che permettono di individuare  i nei a rischio e di controllarne nel tempo l’ eventuale modificazione, consentendo una diagnosi precoce del melanoma. 



“Dai laser di ultima generazione agli ultrasuoni microfocalizzati: come i nuovi devices hanno valorizzato ed ampliato le modalità di trattamento al ringiovanimento del viso e del corpo?”



Attualmente, spiega il dott. Luigi Coricciati, la soluzione raramente è data da un solo trattamento, i migliori risultati si ottengono con una combinazione di metodiche, perché diverso è trattare la pelle a livello superficiale e diverso è dover intervenire più profondamente sulle lassità.



Quando il dermatologo deve agire in superficie, i laser frazionati rappresentano una valida soluzione al trattamento dei classici inestetismi del viso, come le macchie, le rughe, alcune cicatrici esito di acne, e gli altri segni d'invecchiamento, consentendo un rapido ritorno al lavoro o alla vita sociale.

Quando la richiesta è quella di agire in profondità per un lifting non chirurgico, evidenzia il dott. Luigi Coricciati, gli ultrasuoni microfocalizzati eco-guidati rappresentano la rivoluzione in dermatologia e medicina estetica, per il down time ridotto e le persone possono ritornare alle attività sociali e professionali in brevissimo tempo, con ottima soddisfazione nel tempo e senza effetti collaterali.

Oggi investire nella qualità della tecnologia rappresenta un valore aggiunto, in quanto assicura massima soddisfazione al paziente e sicurezza al professionista.  Ci sono molte apparecchiature che si assomigliano, ma gli ultrasuoni microfocalizzati associati a controllo ecografico rappresentano un “plus”. Inoltre, ha 4 approvazioni FDA rappresentano una garanzia e le persone chiedono sicurezza ed efficacia. 



“Trattamento con Ultrasuoni microfocalizzati: perché è così importante il supporto ecografico per il medico a garanzia della sicurezza del paziente?”



È fondamentale, chiarisce il dott. Luigi Coricciati, perché solo con il supporto ecografico degli ultrasuoni microfocalizzati possiamo sapere dove andiamo ad agire, se stiamo operando in un’area di muscolo, sopra un vaso o nel tessuto adiposo. E dovendo correggere perdita di tono e lassità è importante agire in maniera mirata risparmiando le strutture attorno. 



“Come è cambiato dottore il modo di fare lavorare negli ultimi anni? Come sono cambiati i pazienti e le richieste?” 



Io, risponde il dott. Luigi Coricciati, svolgo questa professione da oltre 17 anni e le posso dire che all’inizio la mia clientela era caratterizzata da donne al di sopra dei 55 anni nel 98% dei casi. Attualmente le donne coprono il 60% della clientela e gli uomini il 40%. Anche la clientela maschile oggi ha una maggiore attenzione all’estetica. Alla salute ed alla prevenzione. Anche gli uomini fanno richiesta di tossina botulinica e di lifting non chirurgico con ultrasuoni microfocalizzati. Le donne si rivolgono alla medicina e dermatologia estetica molto prima dei 50 anni. Ad esempio le donne più giovani che si rivolgono alla nostra struttura non cercano la perfezione, ma fanno richiesta di piccole correzioni, di intervenire su inestetismi e segni come la ruga gabellare, il codice a barre, la marionetta. Noi interveniamo a seconda dei casi, proponendo tutti i trattamenti possibili e le diverse alternative, concordando sempre il progetto con il paziente.  



“Quali sfide si troverà ad affrontare il dermatologo in ambito estetico nel prossimo futuro dottore?” 



Abbiamo attraversato tutti un periodo in cui si guardava a ciò che accadeva oltreconfine come riferimento a modelli o tendenze da inseguire. Io, commenta il dott. Luigi Coricciati, ritengo invece che l’affermazione del gusto e dello stile italiano debba restare il riferimento.



Quando l’estetica produce miglioramenti che non stravolgono o alienano espressività, lineamenti, e proporzioni significa che il professionista ha lavorato al meglio delle proprie possibilità, sia in materia di gusto estetico, che di tecnologia che dal punto di vista deontologico.



Mi riallaccio al concetto con il quale ho aperto questa intervista: in primis la diagnosi, e per fare una diagnosi accurata occorre ascoltare il paziente, capire perché vuole intervenire sul proprio volto o sul proprio corpo in quel particolare modo, in quel particolare momento della vita.



Oggi lavorare in dermatologia e medicina estetica significa “educare” ed “accompagnare” il paziente consigliando e sconsigliando trattamenti ed interventi. La “Barbie Face”, i turgori eccessivi, le labbra a canotto, gli zigomi spianati e tirati all’eccesso rappresentano aberrazioni da sconsigliare.



Oggi l’intervento estetico deve rimodellare, ridare freschezza e naturalezza e deve essere garbato, elegante, deve potersi rendere gradevole, mai sguaiato o eccessivo. Altrimenti l’effetto è quello di avere una fila di facce da bambola inespressive ed innaturali. 



“ Dottor Coricciati, intende dire che il dermatologo ed il medico estetico deve lavorare molto anche sulla psicologia della paziente?” 



Certamente sì, conclude il dott. Luigi Coricciati, ad esempio in America, i pazienti prima di fare interventi di chirurgia estetica devono sottoporsi ad una visita psicologica che metta in luce la visione del paziente. Esistono infatti forme di dimorfismo che hanno origini molto profonde e complesse e che il bisturi non risolve, anzi poi le persone finiscono in meccanismi che non sono sani e che portano a richieste sempre più inadeguate ed eccessive.



La vera “sfida” che ogni professionista dovrà affrontare in futuro è di aiutare i pazienti ad intervenire in maniera ponderata e giusta. Non bisogna passare il segno, perché diversamente parliamo di accanimento. Saper dire di no agli eccessi è un dovere deontologico. Non tutte le rughe vanno spianate, alcune caratterizzano l’espressività di una persona.



Quindi per riassumere prima l’ascolto, poi un’accurata diagnosi e solo in seguito la proposta terapeutica. Ove il professionista valuta, consiglia, pondera, fa domande un po’ come procede un life coach e solo in seguito propone i diversi trattamenti che si possono eseguire, ma certamente l’attenzione alla psicologia della persona è il primo pilastro. 



link dell'intervista sul portale Tuame.it